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A Napoli i sindacati in piazza per il lavoro

By on luglio 3, 2012

(Servizio e foto: Daniela Giordano – Video: Carlo Maria Alfarano)

Quindicimila persone, e più di trecento autobus dalle province, erano attese ieri a Napoli per la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla crisi del lavoro in Campania. 83 mila lavoratori a rischio e oltre 500 aziende sul punto di chiudere, queste le ultime allarmanti stime sul “caso Campania”. A pochi giorni dall’approvazione della riforma Fornero sul mercato del lavoro e dalla pesante gaffe nell’intervista rilasciata al Wall Street Journal – “Il posto di lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici” –, i sindacati sono scesi sul piede di guerra contro il governo, organizzando prima un presidio in piazza Montecitorio a Roma, durante la votazione del ddl legislativo, e poi la manifestazione di ieri che, da piazza Mancini, ha sfilato lungo il rettifilo e raggiunto piazza Matteotti, dove si è tenuto il comizio finale con gli interventi dei segretari generali.

“Napoli e la Campania diventano emblema della crisi nazionale”, dalle parole del segretario confederale Cgil Vincenzo Scudiere intervenuto al posto dell’assente Susanna Camusso, per sottolineare quanto la riforma incida sulla crisi dell’occupazione in generale, e nella regione Campania in particolare, e quanto sia urgente ottenere subito un tavolo nazionale di consultazione e una deroga al patto di stabilità.

Molte le sigle presenti al corteo, alle quali abbiamo cercato il più possibile di “prestare il microfono”:

-       i lavoratori di Poste Italiane

-       gli ex lavoratori della cooperativa Vesuvio

-       i metalmeccanici di Fincantieri Castellammare, assieme a Irisbus e Firema

-       i docenti delle scuole

-       gli operai Fiom Proma Spa, gl’immigrati, i dipendenti del trasporto pubblico, che hanno sfilato alla guida di un simbolico autobus Anm “Fuori Servizio”, per rimarcare la grave crisi dei trasporti in tutta la regione, e tanti lavoratori di piccole imprese private ridotte sul lastrico. Tra questi, i chimici della Johnson Controls della provincia di Caserta che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati senza lavoro.

Tra i manifestanti anche Antonio Bassolino e il vicesindaco Tommaso Sodano

Nota stonata nel gran coro di voci, quella del movimento di estrema destra Fiamma tricolore lista Rauti che ha partecipato con uno striscione, sollevando il braccio destro nel saluto romano. Un gesto che ha indignato non poco gli altri partecipanti e i sindacati. La sera stessa, infatti, i segretari regionali Franco Tavella (Cgil), Lina Lucci (Cisl) e Anna Rea (Uil) hanno trasmesso una nota per condannare la “presenza di gruppi estremisti politicizzati che hanno tentato di inquinare la manifestazione, esponendo simboli provocatori”.

Non è stato l’unico momento caldo della manifestazione, al di là delle temperature alte della giornata. Quando al comizio hanno preso parola i leader Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, gli operai di Fincantieri Castellammare di Stabia, Irisbus e Firema hanno sollevato un coro di contestazione. Parole come: “Venduto” e “Buffone” sono volate, disturbando parecchio i loro interventi che, con difficoltà, sono riusciti a terminare. Grida che poi hanno coinvolto tutta la piazza nel momento in cui è stata pronunciata la parola che teneva tutti uniti alla protesta: “Lavoro, Lavoro!”.

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