Banner 10 e lode

I 101 approcci del maschio napoletano

By on febbraio 25, 2011

“Osservazioni di una fuorisede”.

Gli approcci del maschio napoletano variano dal “Ciao bella, ti posso canoscere ” al “sono troppo figo per darti retta”, dal “barcollo ma non mollo, peace and love” al “Derrida sosteneva che..”, dal “sono un pallista convinto..” al “sto male con me stesso ti può interessare?”, dal ” Ricett’ ‘o pappece vicin’ ‘a noce ramm’ ‘o tiemp’ ca te spertoso” per arrivare al top con “uaa che fetill'”.

Insomma, la natura è varia e alcuni sostengono che la sua bellezza risieda, per l’appunto, nella sua varietà. E Napoli? Napoli è la città emblema della eterogeneità. Eterogenei i luoghi, eterogenee le persone, eterogenei gli approcci, eterogenee le fasce d’età. Incorrere in un vecchietto che, stringendoti la mano con fare persuasivo, ti sussurra all’ orecchio “teng’ ‘a penzion'”, non so se sia da considerare solo poco gratificante o espressione di quel folklore partenopeo tanto decantato. Fatto sta che a Napoli la fantasia non manca e soprattutto non si perde tempo. Ogni luogo è ottimo per lanciarsi in una posteggia, lo sa bene chi resta bloccato il sabato sera nel traffico di Mergellina. L’appuntamento del sabato sera è, infatti, la posteggia: car to car…scooter to scooter, due maschi in una, due femmine nell’ altra. Mergellina, pellegrinaggio versus figa!

Approccio n ° 1 : “Ciao bella! – (Risate)-  Perché ridi? Lo sai che sei bellissima? Ho visto una stella cadere, eri tu!” Le macchine intanto si accodano: suoni di clacson, bestemmie a denti stretti del mal capitato di turno. E il tizio prosegue: “aspè mo ti dedico una canzone “, Rosario Miraggio con “Solo un tocco” in tutto il suo splendore emerge dalla coltra di gas di scarico, urla, clacson e tu … tu che pensi “dagliela e facciamola finita”! Il corteo a passo d’uomo continua, tutti spettatori di uno spettacolo che, molto raramente, termina con un applauso collettivo. In fondo, si dice che Napoli è un teatro a cielo aperto! Generalmente le tacite bestemmie degli automobilisti si accumulano per sfociare in un borbottìo sommesso e continuato, ognuno seguendo una propria linea melodica per poi ricongiungersi su poche battute al suono del clacson, ognuno nel proprio abitacolo.

La situazione n ° 1 può evolvere in due modi. Il primo lascia intuire che la ragazza ci sta. Questo cedimento in genere è sottolineato da qualche tiro di sigaretta accesa con un accendisigari che passa da macchina a macchina, culmina in una risata ed infine ottenuto il contatto Facebook, molto più utile del vecchio numero di cellulare; si prosegue la serata, una sgommata e via, nuova posteggia. Sospiro di sollievo degli automobilisti. Il secondo caso avviene qualora la ragazza in questione non cede all’avance. Apriti cielo! Mon dieu! Una caterva di insulti traboccano da labbra poco educate al romanticismo e poco avvezze all’ostinazione, in genere molto arrendevoli, dove però la resa coincide quasi sempre con una prevaricazione verbale che riassetti l’equilibrio, distrutto dal rifiuto, fra le due parti. Ed è qui che il colorito del napoletano dà il meglio di sé ed il “ho visto una stella cadere, eri tu” sboccia in un insulto conciso ma di facile comprensione “par’ ‘a sor r’ ‘o cazz’”o anche “a mammt”, molto più conciso.

E resti tu. Tu che sei arrivata in questa in città col tuo “jolly-invicta” in cerca d’emozione ed alla fine ti ritrovi a sgambettare con uno zaino rattoppato tra la sgommata di un tamarro e le menzogne di un don Giovanni qualunque. E ti piacerebbe vivere in una città in cui gli uomini, bassi e latini, non si avvicinino dicendoti “ciao bella”, e siano invece alti, biondi e con gli occhi azzurri e che seppure non giungano al galoppo di uno splendido stallone di razza pura, ti sorridano sempre prima di dirti ciao. Ma per dirla alla Bukowski : poi smetti di cercare il ragazzo dei sogni e te ne basta uno che non sia un incubo!

  • Teresa

    Sei eccezionale!!!

  • un fabrizio qualsiasi

    Molto carino l’articolo, ma secondo me scritto con troppo rancore. Se si vuole fare una cinica descrizione, uno studio, un’analisi, ci vuole distacco.

    Comunque mi piace come scrivi, attendo il prossimo articolo su una nuova “specie” da studiare :-)

    ciao

  • Fabrizio

    Mi verrebbe da dire che non la capisci, che conoscerai persone qui che non conoscerai altrove e che ti mancheranno per tutta la vita, ma non lo sò se capiresti…

    Sicuramente alcuni napoletani esagerano nell’esporsi fanno troppo casino e ascoltano musica di pessimo gusto, però se non gli dai confidenza non hai modo di dire che sono dei don giovanni bugiardi, di farti prendere a parole ecc ecc..
    Insomma, chi va per questi mari, questi pesci prende…

    Generalizzi Napoli come una città dalla gente corta che ti dice ciao bella (mi vien da ridere) e la paragoni a un tuo sogno erotico…
    Puoi giudicare, per carità rispetto la tua libertà di opionione, ma quello che mi dà fastidio è il giudizio sterile, senza spunti di riflessione e che non porta a niente.

    Cambia città se odi così tanto Napoli. Chi ti trattiene?

    Comunque scrivi bene.

  • Luca

    Osservazione assolutamente condivisibile anche se l’eccessiva generalizzazione non lascia spunti di riflessione alternativi.

    Mai pensato alla possibilità che possano esistere tante persone non assimilabili alle fattispecie da te descritte e per questo un pò nell’ombra in quanto non brulicanti per le strade?

    • Antonella Cozzi

      Certo che esistono tante tipologie di persone non assimilabili alla fattispecie da me descritte..il mondo è vario si sà. Le generalizzazioni servono a poco, ma spesso bastano a far sorridere anche un po’.

  • edo

    “E resti tu. Tu che sei arrivata in questa in città col tuo “jolly-invicta” in cerca d’emozione …” perdonami ma sembra davvero lo spot di una pubblicità anni 80…forse lo scopo è quello di una frase ad effetto, sinceramente non lo trovo per nulla romantico nonostante tu pensi di esserlo quando successivamente aggiungi “E ti piacerebbe vivere in una città in cui gli uomini, bassi e latini, non si avvicinino dicendoti “ciao bella”, e siano invece alti, biondi e con gli occhi azzurri e che seppure non giungano al galoppo di uno splendido stallone di razza pura, ti sorridano sempre prima di dirti ciao”. anche questo sembra tanto uno spot alla Walt Disney, E chi conosce Walt Disney sa che nulla ha di romantico visto la ripetitività delle storie a il loro perenne lieto fine.
    Non ultimo il tuo riferimento ad un autore decadente e bohemienne come Bukosky quando citandolo testualmente aggiungi “poi smetti di cercare il ragazzo dei sogni e te ne basta uno che non sia un incubo! ”
    E’ vero i ragazzi e le ragazze di strada hanno modi squallidi …ma tu pensi davvero di essere cosi “emancipata” oppure anche tu tradisci, seppur con sfumature diverse, una sorta di omologazione culturale? Riflettici
    Saluti