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I 101 approcci del maschio napoletano
“Osservazioni di una fuorisede”.
Gli approcci del maschio napoletano variano dal “Ciao bella, ti posso canoscere ” al “sono troppo figo per darti retta”, dal “barcollo ma non mollo, peace and love” al “Derrida sosteneva che..”, dal “sono un pallista convinto..” al “sto male con me stesso ti può interessare?”, dal ” Ricett’ ‘o pappece vicin’ ‘a noce ramm’ ‘o tiemp’ ca te spertoso” per arrivare al top con “uaa che fetill’”.
Insomma, la natura è varia e alcuni sostengono che la sua bellezza risieda, per l’appunto, nella sua varietà. E Napoli? Napoli è la città emblema della eterogeneità. Eterogenei i luoghi, eterogenee le persone, eterogenei gli approcci, eterogenee le fasce d’età. Incorrere in un vecchietto che, stringendoti la mano con fare persuasivo, ti sussurra all’ orecchio “teng’ ‘a penzion’”, non so se sia da considerare solo poco gratificante o espressione di quel folklore partenopeo tanto decantato. Fatto sta che a Napoli la fantasia non manca e soprattutto non si perde tempo. Ogni luogo è ottimo per lanciarsi in una posteggia, lo sa bene chi resta bloccato il sabato sera nel traffico di Mergellina. L’appuntamento del sabato sera è, infatti, la posteggia: car to car…scooter to scooter, due maschi in una, due femmine nell’ altra. Mergellina, pellegrinaggio versus figa!
Approccio n ° 1 : “Ciao bella! – (Risate)- Perché ridi? Lo sai che sei bellissima? Ho visto una stella cadere, eri tu!” Le macchine intanto si accodano: suoni di clacson, bestemmie a denti stretti del mal capitato di turno. E il tizio prosegue: “aspè mo ti dedico una canzone “, Rosario Miraggio con “Solo un tocco” in tutto il suo splendore emerge dalla coltra di gas di scarico, urla, clacson e tu … tu che pensi “dagliela e facciamola finita”! Il corteo a passo d’uomo continua, tutti spettatori di uno spettacolo che, molto raramente, termina con un applauso collettivo. In fondo, si dice che Napoli è un teatro a cielo aperto! Generalmente le tacite bestemmie degli automobilisti si accumulano per sfociare in un borbottìo sommesso e continuato, ognuno seguendo una propria linea melodica per poi ricongiungersi su poche battute al suono del clacson, ognuno nel proprio abitacolo.
La situazione n ° 1 può evolvere in due modi. Il primo lascia intuire che la ragazza ci sta. Questo cedimento in genere è sottolineato da qualche tiro di sigaretta accesa con un accendisigari che passa da macchina a macchina, culmina in una risata ed infine ottenuto il contatto Facebook, molto più utile del vecchio numero di cellulare; si prosegue la serata, una sgommata e via, nuova posteggia. Sospiro di sollievo degli automobilisti. Il secondo caso avviene qualora la ragazza in questione non cede all’avance. Apriti cielo! Mon dieu! Una caterva di insulti traboccano da labbra poco educate al romanticismo e poco avvezze all’ostinazione, in genere molto arrendevoli, dove però la resa coincide quasi sempre con una prevaricazione verbale che riassetti l’equilibrio, distrutto dal rifiuto, fra le due parti. Ed è qui che il colorito del napoletano dà il meglio di sé ed il “ho visto una stella cadere, eri tu” sboccia in un insulto conciso ma di facile comprensione “par’ ‘a sor r’ ‘o cazz’”o anche “a mammt”, molto più conciso.
E resti tu. Tu che sei arrivata in questa in città col tuo “jolly-invicta” in cerca d’emozione ed alla fine ti ritrovi a sgambettare con uno zaino rattoppato tra la sgommata di un tamarro e le menzogne di un don Giovanni qualunque. E ti piacerebbe vivere in una città in cui gli uomini, bassi e latini, non si avvicinino dicendoti “ciao bella”, e siano invece alti, biondi e con gli occhi azzurri e che seppure non giungano al galoppo di uno splendido stallone di razza pura, ti sorridano sempre prima di dirti ciao. Ma per dirla alla Bukowski : poi smetti di cercare il ragazzo dei sogni e te ne basta uno che non sia un incubo!
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Teresa
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un fabrizio qualsiasi
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Fabrizio
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Luca
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edo









