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La Libreria Treves sotto sfratto

By on gennaio 3, 2013

 

(Servizio:Antonella Cozzi – Riprese e Montaggio:Carlo Maria Alfarano)

“Non deve esistere che tutta questa area sotto il porticato debba essere orinatoio o ci debbano essere saracinesche abbassate, Napoli deve essere sempre unita” [..] questo prometteva Luigi de Magistris, poi eletto sindaco di Napoli, durante la sua scalata elettorale, proprio sotto i portici di San Francesco di Paola, dove oggi si trova la Libreria Treves.

Oggi quella stessa libreria, un pezzo storico della città di Napoli, con 151 anni di vita, rischia la chiusura. Un provvedimento di sfratto, infatti, firmato dall’ufficio Demanio e Patrimonio del Comune di Napoli, il 29 Novembre 2012, chiede lo sfratto per morosità.

La società  privata Romeo Gestioni, il 24 aprile, ha segnalato all’amministrazione che la libreria, assegnataria dei locali del Plebiscito dal 25 maggio 2006, nonostante i ripetuti inviti, non ha provveduto a sottoscrivere il contratto di locazione e non ha ottemperato al pagamento dei canoni, una somma che ammonterebbe a 162.500 euro.

La controversia ha le radici nel lontano 2006, anni della giunta Jervolino, quando la libreria, sotto invito degli stessi politici, aveva accettato di trasferirsi dall’antica sede in via Roma (oggi via Toledo), a piazza Plebiscito, nei locali sottostanti il colonnato, che a tutt’oggi versano in uno stato di abbandono, più volte denunciato.

Il trasferimento era avvenuto a favore di un progetto di recupero dei portici di San Francesco di Paola, attraverso un bando pubblico che, stando alle idee della giunta dell’epoca, avrebbe dovuto ritrovare la sua vitalità.

Inutile dire che del progetto non si è vista neppure l’ombra e che nell’assegnare alla Treves quei locali, il Comune non stipulò nessun contratto, perché la sua stipula fu rimandata al momento in cui tutti i locali dell’emiciclo sarebbero stati assegnati.

Va inoltre precisato che i locali in questione non sono di proprietà del Comune di Napoli ma del Fec (Ministero degli Interni), ed è dal 1999 che il Comune li detiene in fitto. Si calcola uno spreco per il Comune di Napoli di circa un milione di euro, speso per tenere le saracinesche dei locali abbassate.

Libreria TrevesRino De Martino, rappresentante legale della Libreria, non si arrende e lancia una PETIZIONE ONLINE, rivolta al Presidente della Repubblica Napolitano, battendo anche la strada di Facebook, per salvare quella stessa libreria per cui nel 2006, politici, intellettuali, cittadini organizzarono una catena umana per aiutarne il trasferimento alla sede attuale.

Tutto questo perché la libreria Treves non è solo un luogo in cui si vendono libri o un pezzo di storia della città ma un luogo innanzitutto di incontro sociale e culturale, un luogo come pochi a Napoli che apre le sue porte, gratuitamente, a quanti, impegnati a migliorare la città, necessitano di un luogo d’incontro, confronto, di dibattito. Un luogo in cui associazioni e movimenti attivi sul territorio possono sperimentarsi.

Libreria Treves

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