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Storie d'Africa il 24 Maggio 2011 ad Incampus

By on maggio 23, 2011

24 Maggio 2011 alle ore 17.30 - terzo incontro sull’Africa ad Incampus, Via Mezzocannone 14 a Napoli, organizzato dalle associazioni Jolie Rouge e Caracol nel ciclo di incontri “Storie d’Africa“, che questa volta verterà sulla realtà dei migranti di Castelvolturno.

Proiezione di “Non è un paese per neri” un documentario di Luca Romano, Francesco Amodeo, Armando Andria e Mario Leombruno.
Alla presenza degli autori, partecipano al dibattito:
Maria Cristina Ercolessi – Docente di Africa nel sistema internazionale, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
Alessandro Triulzi – Docente di Storia dell’Africa, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
Valerio Petrarca – Docente Antropologia Culturale, Università Federico II
contributi a cura di associazioni antirazziste, comunità migranti, Organizzazioni Non Governative.
Alla fine dell’appuntamento è previsto un aperitivo multietnico accompagnato da musica africana.

Storie d’Africa:
Guerre e rivoluzioni attraversano il continente nero, risuonano ancora forti le notizie ed i timori delle persone in seguito agli sbarchi post rivoluzione tunisina. In realtà di guerre e rivoluzioni in Africa se ne combattono tante, ancora oggi, e di molte non ci arrivano notizie.
Storie d’Africa è un ciclo di tre incontri che cerca di far luce sul continente più vicino all’Italia, raccontando alcune realtà di una terra vasta e variegata, che ha attirato gli interessi di tutti ma da cui oggi scappano in molti.

Non è un paese per neri“:
Villa Literno, 24 agosto 1989. Jerry Masslo, un giovane migrante sudafricano che lavora come bracciante per la raccolta di pomodori, sta dormendo nel casolare abbandonato dove vive insieme ad altri 30 ragazzi africani. Quattro persone incappucciate irrompono nella sua stanza per derubarlo. Uno dei rapinatori tira fuori la pistola e lo uccide. Porteranno via un bottino di 1 milione 500 mila lire.
Castel Volturno, 18 settembre 2008. Un gruppo di immigrati provenienti da Togo, Ghana e Liberia è riunito dentro e fuori dalla sartoria Ob Ob Exotic Fashion dopo una giornata di duro lavoro. Un commando della camorra piomba nel piazzale ed esplode oltre 130 proiettili di kalashnikov. Sei africani sono trucidati. Nessuno di loro era legato alla malavita.
Due episodi di brutale violenza che a distanza di venti anni hanno insanguinato la stessa terra: l’agro aversano di Villa Literno, Casal di Principe, Castel Volturno, dove migliaia di migranti africani lavorano e vivono come schiavi, ingoiati dal mercato delle braccia gestito da camorra e caporali. Senza garanzie e senza diritti, ricevendo una paga che, quando arriva, non supera i trenta euro al giorno. Due casi che dimostrano come, negli ultimi venti anni, ben poco sia cambiato per i migranti. Due decenni non sono bastati all’Italia per garantire loro diritti e dignità. Ancora oggi sono vittime di razzismo e impotenti di fronte alle minacce di chi li sfrutta: nient’altro che forza lavoro. Eppure ogni loro viaggio, in fuga da guerra e povertà, contiene un sogno.

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