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Taglia il pene e lo getta nella spazzatura – New York

By on 13 luglio 2011

Ma allora sta diventando un viziaccio! Era il lontano 1993, quando Lorena Leonor Gallo, meglio nota come Lorena Bobbit “la grande”, evirò il marito e gettò il pene dalla macchina in corsa. Quando fu arrestata, nelle sue prime dichiarazioni, si giustificò dicendo “arriva all’orgasmo senza aspettarmi. E’ egoista” . La realtà, invece, ha dipinto il volto di una donna portata alla follia da continue violenze e abusi da parte del marito.

Oggi è successo ancora a New York. Una vicenda bizzarra, certo!

La donna in questione, dopo aver preparato la cena al marito, probabilmente drogandolo, lo ha legato a letto, atteso che si svegliasse e … ZANGHETE ..gli ha tagliato il pene, per poi sbarazzarsene nella spazzatura. Successivamente ha chiamato la polizia per garantire i soccorsi all’evirato e s’è lasciata arrestare.

E immagino la faccia del marito quando se l’è trovata addosso a cavalcioni. L’orrore e il terrore, che si potevano leggere nei suoi occhi stanchi e drogati, mentre constatava desolato, di star per dire addio  al suo caro amico di viaggi, sbornie e notti solitarie.

Bhè! Quando seppi di Lorena ero troppo piccola, eppure la cosa mi fece sorridere tanto e immaginare di fare la stessa cosa al mio compagno di banco che sbirciava le mie mutandine con la scusa di prendere il temperino caduto sotto al tavolo. Ora sono grande abbastanza  e dovrei inorridirmi a un gesto del genere eppure continuo a sorridere e pensare “ben ti sta!”. Lorena è diventata un’icona per tutte le femministe!

Va ricordato, infatti, che il caso Bobbit fu lo scandalo grazie al quale, per la prima volta, si portarono alla ribalta temi come la violenza domestica e l’aborto forzato. E non mi sento di appoggiare l’opinione pubblica che condanna, sempre e con disprezzo, gesti così eclatanti ma in fondo tanto disperati. E’ pur vero che ad ogni effetto c’è sempre una causa, puro determinismo esistenziale, un’infinita catena di relazioni causa-effetto.

Ma come di recente ha dichiarato la stessa Lorena, recuperata, secondo i molti, alla società :“non fatevi mai giustizia da sole, mai!” .

 

  • Fabrizio

    Infatti…
    ma che ridi? …è come se uno violentasse la sua ex perché l’ha lasciato…che c’è da ridere? niente proprio!

  • Marina

    Infatti non c’è proprio niente da ridere! Quelle sono delle pazze, come chiunque procura del male ad un suo simile. magari lo era anche il marito, si vede che si erano trovati. Anime gemelle. Che ci sarà da ridere. Mi piacerebbe sapere se queste giornaliste sono al soldo dei soliti maiali che hanno l’unico intento di dividerci, portando alla ribalta le differenze e le ostilità invece di tutto ciò che ci lega. Si vergogni dell’uso che fa delle parole.

  • Marina

    Vada a lavorare in TV, troverà l’ambiente più idoneo

  • nico

    ben gli stà! peccare è bene esagerare è pericoloso

  • vittorio

    Come saprete poi al marito della Lorena fu ricucito l’arnese e lo usò “alla americana maniera”, ovvero girando un film con un titolo inequivocabile “UNCUT” (gioco di parole, alquanto scontato peraltro, che fa riferimento alla mancanza di censura )

  • Antonella Cozzi

    @Vittorio lo so, come lasciarsi scappare il successo mediatico acquisito con l’accaduto?

    @Fabrizio: non è proprio la stessa cosa! L’abuso e l’abbandono sono due cose molto lontane tra di loro. La rabbia che si genera con un semplice abbandono, credo, non possa essere equiparata alla violenza e all’abuso.

    @Marina: non sono una giornalista al soldo dei soliti maiali che hanno l’intento di divertirti e la televisione mi annoia non poco. Le differenze esistono. La follia altrettanto ed io non la condanno, mi spiace. Come ho spiegato anche nell’articolo ad ogni effetto c’è una causa antecedente.Con ciò non suggerisco alle donne di evirare i propri uomini, ma devi riconoscere che un gesto del genere è accompagnato da una esasperazione, rabbia e un senso di impotenza che bastano, da sole, ad alterare il già precario equilibrio mentale. Tra le mura domestiche passano i peggiori orrori taciuti e ignorati e un tale gesto è il tentativo ultimo di ribellarsi a tutto questo.

    @Nico: :D

  • Fabrizio

    E’ come dire che la pena di morte è giusta…

    assurdo…ma non mi sarei mai aspettato di leggere qualcosa del genere su questo blog…sono sinceramente colpito, negativamente.

    “ben ti sta”, addirittura ridere…. in questo modo chiunque si senta “abusata” a suo modo si sentirà legittimata nel tagliare peni.
    Rileggi l’articolo, forse non ricordi neanche cosa hai scritto.

  • Claudio Pomarico

    @Fabrizio
    Mi sembra che stai esagerando un pochino. L’articolo commenta in chiave ironica la gravità dell’accaduto, non sembra niente che possa essere paragonato alla pena di morte come dici tu.
    Ma soprattutto credo nelle capacità intellettive dei nostri lettori che SICURAMENTE non si sentiranno legittimati nel tagliare peni a destra e a manca dopo aver letto quest’articolo.

    • Fabrizio

      @Claudio Pomarico
      il punto è proprio la chiave ironica… allora se io dicessi…ironicamente e sorridendo.. che in fin dei conti quella donna ha meritato di esser violentata visto che ha avuto il coraggio di fare un’azione del genere?
      esistono cose che non si dicono neanche per scherzo.

      nel frattempo l’autrice dell’articolo risponde con una faccina a Nico che ha commentato con “ben gli stà! peccare è bene esagerare è pericoloso”.

  • Antonella Cozzi

    C’è una gran differenza tra ridere e sorridere e, non a caso ho utilizzato la seconda. Come insegna Kant il sorriso è “un gioco di forze vitali” capaci di spegnere la collera ed il disappunto e di potenziare il desiderio di riconciliarsi con la gioia di vivere.
    In sostanza, il sorriso agisce come lubrificante sociale, dunque, il messaggio che passa è di non aggressione.
    I meccanismi della psiche sono complessi. La donna in questione non si è sentita abusata a suo modo, E’ una donna abusata. E in nessun punto dell’articolo ho autorizzato le donne a tagliare peni se a proprio sentire si sentono violate ( e mi scuso per la ripetizione).
    E’ questa una riflessione che esula il senso dell’articolo in quanto è lei a leggervi ciò che le mie parole non hanno detto.

  • Fabrizio

    ma se l’articolo ha assunto toni ironici dal principio <>

    e poi
    <>

    <> dove lei stessa ha detto che dimostrava sintomi di pazzia.

    A mio parere questo articolo istiga all’aggressione e legittima le persone che reagiscono in maniera violenta alle loro situazioni, anche estremamente frustanti. E non credo che faccia da “lubrificante sociale”.

  • Fabrizio

    ma se l’articolo ha assunto toni ironici dal principio “Ma allora sta diventando un viziaccio!”

    e poi
    “di star per dire addio al suo caro amico di viaggi, sbornie e notti solitarie.”

    “seppure continuo a sorridere e pensare “ben ti sta!”. Lorena è diventata un’icona per tutte le femministe!”” dove lei stessa ha detto che dimostrava sintomi di pazzia.

    A mio parere questo articolo istiga all’aggressione e legittima le persone che reagiscono in maniera violenta alle loro situazioni, anche estremamente frustanti. E non credo che faccia da “lubrificante sociale”.

    Chiedo scusa se mi ripeto ma l’applicazione ha cambiato la formattazione ed ha cancellato i virgolettati.

  • mirko

    Non ci siamo, non trovo lecito nemmeno sorridere. Sono tacciati di maschilismo superbecero quelli che “sorridono” di fronte ad uno stupro, proprio non vedo come giustificare lei dunque. A pararsi dietro il “è diverso nel caso di una donna” è troppo facile, tantopiù che le conseguenze di una evirazione o castrazione son ben maggiori di quelle di uno strupro, perchè oltre alle conseguenze psicologiche, ci son pure quelle fisiche. Allora, per scherzo beninteso, auguro a chi la pensa come di venire, non dico evirate, ma almeno violentate. Ma così, per scherzo, per “sorridere”…

  • Marina

    Ascolta Antonella, non è che se mi citi kant legittimi le tue parole. Fai più figura se ritiri sia il sorriso, sia il ben ti sta!
    Le situazioni di violenza familiare sono arrivate sotto gli occhi di tutti per questi eventi? Ma dove sta scritto? chi l’ha detto?
    Le situazioni di violenza familiare escono fuori per le tante donne che nel sommerso denunciano e ne pagano le conseguenze.O peggio vengono uccise dopo aver denunciato.
    Ironia va bene ma a me comincia a stare stretto il ruolo in cui le donne si sono rinchiuse.. Siamo molto più di queste piccole e grandi vendette, ed è ora di ricordarselo. Lei che è una donna non può e non deve sorridere davanti ad atti di violenza.

  • kant4ever

    E dov’è il problema…. tanto il coso ricresce!!

  • Antonella Cozzi

    @ Mirko : non ho mai detto, scritto, affermato il tuo ” è diverso nel caso di una donna”, anzi! Il tuo augurio sfocia nel paradossale, sostenere in questo modo una disputa, per così dire “intellettuale”, dimostra il tuo scarso grado di riflessione. Entrambi gli atti, lo stupro o una evirazione, portano con sé conseguenze gravissime, non credo possa essere stilata una gerarchia fra il meglio o il peggio in questi casi. E in nessun punto ho augurato agli uomini, come hai fatto tu, di subire un’evirazione, ho solo considerato questo come il gesto ultimo per dire “basta” ad abusi e violenze.

    @ Fabrizio : il mio articolo, nelle mie intenzioni, non avrebbe dovuto rappresentare una legittimazione a farsi giustizia da sé. La chiusura ne è la prova.

    @Marina : Concordo con lei nel dire che siamo molto di più di queste piccole e grandi vendette. Ma, personalmente, non credo che l’ universo femminile non sia riverso su se stesso e spesso chiuso nel focolare domestico, nel silenzio di violenze, frustrazioni etc..
    Non tutte le donne, infatti, sono dotate degli strumenti culturali necessari per reggere situazioni del genere senza sfociare nella follia delirante e preferendo, al contrario, affidarsi alle istituzioni per uscirne. Istituzioni, molto spesso bolle d’aria, che non garantiscono, sempre la salvezza, come hai scritto anche tu, con il rischio che alla violenza si aggiunga altra violenza e che ad una denuncia non segua altro se non una piccola strigliata all’ uomo in questione.

  • kant4ever

    ragazzi basta,

  • kant4ever

    …altrimenti ce lo taglia :P

    “esistono cose che non si dicono neanche per scherzo.” (A’ Divina Commedia)

    Comunque Antonella è una ragazza forte…mi piace!…ma è consigliato usare coletelli o le forbici?!?! :D

  • Fabrizio

    @Claudio Pomarico
    il punto è proprio la chiave ironica… allora se io dicessi…ironicamente e sorridendo.. che in fin dei conti quella donna ha meritato di esser violentata visto che ha avuto il coraggio di fare un’azione del genere?
    esistono cose che non si dicono neanche per scherzo.

    nel frattempo l’autrice dell’articolo risponde con una faccina a Nico che ha commentato con “ben gli stà! peccare è bene esagerare è pericoloso”.

  • Lisa

    Sinceramente parlando, credo che qui non si possa parlare nemmeno di giornalismo.Scusatemi, ma un articolo a prescindere dal contenuto dovrebbe quanto meno rispettare le norme di verità,oggettività della materia che si va ad affrontare; seppure si tratti di peni mutilati.Non sono una giornalista né chissà chi , ma da semplice lettrice , non ne ho ricavato nulla . Se non una becera morale cristiana del ” occhio per occhio ,dente per dente” celata sotto forma di aforisma filosofico “determinismo esistenziale”.Cerchiamo di essere più lucidi e consapevoli quando scriviamo, le parole sono armi e se vanno in mani sbagliate si fanno danni. E null’altro.