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Che percentuale della pensione del marito spetta ad una vedova?

Oggi, il sistema previdenziale italiano prevede regole precise e aggiornate su chi ha diritto a questo tipo di pensione, come si calcola
Cos’è e a chi spetta la pensione di reversibilità (www.napoliurbanblog.it)

In Italia, il tema della pensione di reversibilità continua a suscitare interesse, soprattutto per i coniugi superstiti.

Oggi, il sistema previdenziale italiano prevede regole precise e aggiornate su chi ha diritto a questo tipo di pensione, come si calcola e quali sono le percentuali spettanti, anche in presenza di situazioni complesse come separazioni o divorzi.

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che viene erogata ai familiari superstiti di un lavoratore o pensionato deceduto. In particolare, il diritto spetta principalmente al coniuge superstite, ai figli e, in assenza di questi, ad altri familiari a carico. Non si tratta di una pensione assistenziale ma di un trattamento di natura previdenziale, che viene liquidato come quota della pensione o del diritto che spettava al defunto. L’istituto è stato introdotto in Italia già nel 1939 e, nel tempo, la normativa è stata affinata per garantire equità e tutela anche in casi di separazione o divorzio.

Per accedere a questa prestazione, il lavoratore defunto deve aver maturato almeno 15 anni di contribuzione o, in alternativa, almeno 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni precedenti la morte. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso.

Il diritto alla pensione di reversibilità spetta a chi era a carico del deceduto al momento della morte, inteso come soggetto non economicamente autonomo e mantenuto abitualmente dall’assicurato o pensionato.

Percentuali e modalità di calcolo della pensione di reversibilità

Le quote della pensione di reversibilità variano in base alla composizione dei superstiti e al grado di parentela. Nel dettaglio:

  • Coniuge superstite senza figli: 60% della pensione spettante o percepita dal deceduto.
  • Coniuge superstite con un figlio a carico: la quota aumenta all’80%, mentre al figlio spetta il restante 20%.
  • Coniuge superstite con due o più figli a carico: la pensione raggiunge il 100% della pensione del defunto, ripartita tra i beneficiari.

Se non è presente il coniuge, ma ci sono figli superstiti, le percentuali sono diverse: un figlio riceve il 70%, due figli l’80% (40% ciascuno), mentre tre o più figli hanno diritto al 100%, con ripartizione proporzionale. In assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità può essere attribuita a genitori a carico (15% ciascuno, fino al 30%) o, in mancanza anche di questi, a fratelli celibi e sorelle nubili inabili al lavoro e a carico del defunto, con aliquote progressive fino al 100% in base al numero.

Il calcolo tiene conto anche di eventuali redditi personali dei superstiti: se superano certi limiti stabiliti annualmente dall’INPS, la pensione può subire una riduzione progressiva che può arrivare fino al 50%. Tuttavia, questa decurtazione non si applica se nel nucleo familiare ci sono figli minori, studenti o inabili al lavoro.

Un aspetto importante riguarda il diritto alla pensione di reversibilità in caso di separazione legale o divorzio.

Pensione di reversibilità e situazioni di separazione o divorzio (www.napoliurbanblog.it)

Un aspetto importante riguarda il diritto alla pensione di reversibilità in caso di separazione legale o divorzio. Anche il coniuge separato o divorziato può avere diritto alla reversibilità, purché rispetti alcuni requisiti normativi: in particolare, deve essere titolare di un assegno di mantenimento o assegno divorzile, non aver contratto nuove nozze e il rapporto assicurativo del defunto deve essere precedente alla sentenza di scioglimento del matrimonio.

Quando sia presente sia il coniuge superstite che l’ex coniuge divorziato, la pensione viene divisa tra i due, in proporzione alla durata dei rispettivi matrimoni e secondo criteri stabiliti dal tribunale. Il giudice valuta anche le condizioni economiche di ciascuno e l’ammontare dell’assegno divorzile per definire la quota spettante.

In caso di nuovo matrimonio del superstite, il diritto alla pensione di reversibilità cessa, ma spetta un assegno una tantum pari a due annualità della quota di pensione spettante, comprensiva della tredicesima mensilità.

Beneficiari aggiuntivi e requisiti ulteriori

Oltre al coniuge e ai figli, la pensione di reversibilità può essere riconosciuta a nipoti minorenni o studenti universitari a carico, fino a 26 anni, a genitori anziani e a fratelli o sorelle inabili e celibi o nubili, a condizione che fossero a carico del defunto e non titolari di altra pensione.

I figli hanno diritto alla pensione anche se maggiorenni, purché studenti senza attività lavorativa o con reddito annuo limitato (inferiore al trattamento minimo INPS maggiorato del 30%). L’inabilità al lavoro estende il diritto senza limiti di età, ma deve essere documentata e permanente.

Procedura per la richiesta e decorrenza del trattamento

La domanda per ottenere la pensione di reversibilità va presentata all’INPS, preferibilmente tramite i servizi telematici disponibili sul sito ufficiale o tramite patronati. La decorrenza del trattamento è fissata al mese successivo alla morte del titolare della pensione o dell’assicurato. Il termine ordinario per l’emanazione del provvedimento è di 30 giorni, salvo casi particolari.

È importante ricordare che la pensione di reversibilità non si trasmette per successione, ma si acquista iure proprio dai beneficiari che soddisfano i requisiti alla data del decesso.

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