Sport

Chi è Giada D’Antonio, l’unica napoletana alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Giada D'Antonio
Giada D'Antonio, unica napoletana alle Olimpiadi (Instagram Giada D'Antonio) - Napoliurbanblog.it

Giada D’Antonio è la prima sciatrice napoletana a partecipare alle Olimpiadi invernali: la giovane promessa azzurra fa discutere

Giada D’Antonio ha 16 anni e quando si parla della spedizione azzurra Milano-Cortina 2026 il suo nome non passa inosservato. È la prima sciatrice napoletana e campana di sempre a qualificarsi per i Giochi invernali nello sci alpino, e non solo: con i suoi 16 anni è l’atleta più giovane dell’intero Team Italia chiamato a gareggiare sulla neve italiana. 

Di solito alle Olimpiadi si guarda ai grandi nomi, quelli che già hanno podi e medaglie nel palmarès. Lei invece arriva quasi da un’altra realtà, con un percorso che parla di piste da allenamento e trasferte, di uscire da San Sebastiano al Vesuvio per inseguire un sogno che in città non è cosa scontata. 

Dalle falde del Vesuvio alle nevi delle Alpi

Giada ha messo gli sci ai piedi da bambina, intorno ai quattro anni, seguendo la passione trasmessale da suo padre Fabio, dentista napoletano che l’ha accompagnata nei primi passi su neve. Ha cominciato con le gare giovanili, con risultati che non sempre fanno notizia ma che hanno detto qualcosa sul suo talento. Per arrivare dove è ora ha fatto ore e ore di pulmino verso Roccaraso e altre località montane, tra sveglie presto, week-end lontani e una routine che mischia scuola e allenamenti intensi. 

La crescita nei ranghi nazionali è stata rapida: nello sci alpino, specialità slalom, ha esordito in Coppa del Mondo a fine dicembre 2025, in Austria, non riuscendo a concludere la prima manche. Solo pochi giorni dopo però il CONI e la Federazione Italiana Sport Invernali hanno deciso di chiamarla per Milano-Cortina, insieme alla squadra delle donne che comprende nomi già affermati come quelli di Sofia Goggia e Federica Brignone. 

Questo scatenato un dibattito che, più di quanto si parli della tecnica di sci, ha messo in primo piano un tema più ampio: quanto è giusto accelerare la carriera di una promessa così giovane? 

Polemiche, critiche e commenti

La convocazione di Giada non è stata accolta all’unanimità. Arrivano opinioni nette, anche da chi conosce bene il mondo dello sci. Tra le voci più ascoltate c’è quella di Maria Rosa Quario, ex sciatrice olimpionica e madre di Federica Brignone, che ha espresso dubbi su questa scelta. Secondo chi la critica, Giada non avrebbe ancora “le credenziali” per essere convocata a una rassegna così grande, e questa esperienza potrebbe rivelarsi controproducente per la sua carriera se affrontata troppo presto. 

Ma le critiche non sono l’unico lato della medaglia. C’è anche chi sottolinea che una scelta così controcorrente può servire a tutelare un talento: la federazione potrebbe aver voluto evitare che altri Paesi cercassero di accaparrarsi una promessa con radici familiari anche in Sud America, vista la doppia cittadinanza per parte materna. In pratica convocarla ora sarebbe anche una mossa di protezione sportiva, non solo una lotteria di punti in classifica. 

Cosa vuol dire questo per chi segue questo sport

Per chi non vive il mondo dello sci ogni giorno, può sembrare un fatto lontano. In realtà, se si prova a guardare oltre la cronaca olimpica, quella di Giada racconta una dinamica che non è poi così estranea a tanti ambiti della vita: un talento giovane che viene proiettato in una situazione più grande di lui, con aspettative, pressioni, critiche, opportunità. La questione non riguarda solo una ragazza sulle nevi, ma anche come lo sport italiano sceglie di gestire e proteggere i suoi giovani. 

L’effetto quotidiano (e un po’ umano)

Così, quando guardiamo la gara di slalom femminile del 18 febbraio, non sarà solo un nome in lista. Ci sarà una storia dietro, fatta di mattine in pulmino, di tensioni, di sguardi che oscillano tra speranza e dubbio. Giada non è qui perché qualcuno l’ha messa sotto una lente d’ingrandimento: è qui perché qualcuno ha deciso che il suo percorso vale una chance, anche se per molti è ancora troppo presto dirlo.

E alla fine, in fondo, resta questa: non è dato sapere se la carta giocata con la sua convocazione si rivelerà vincente o meno. Ma intanto, mentre guardiamo chi taglia quei pali tra le porte di un tracciato innevato, c’è una sedicenne con l’accento di Napoli che porta con sé più di un semplice pettorale.

Change privacy settings
×