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Condominio, in arrivo multe fino a 800 euro: cosa è vietato fare

Queste multe, che possono arrivare fino a 800 euro, sono disciplinate dall’articolo 70 delle disposizioni di attuazione del Codice civile
Le sanzioni previste dall’articolo 70 del Codice civile(www.napoliurbanblog.it)

Nel contesto della convivenza condominiale, l’attenzione è rivolta alle recenti disposizioni riguardanti le sanzioni pecuniarie.

Queste multe, che possono arrivare fino a 800 euro, sono disciplinate dall’articolo 70 delle disposizioni di attuazione del Codice civile e rappresentano uno strumento importante per garantire il rispetto delle regole comuni e la buona convivenza all’interno degli edifici residenziali.

L’articolo 70 delle disposizioni di attuazione del Codice civile consente all’assemblea condominiale di deliberare, con maggioranza qualificata, l’applicazione di multe pecuniarie da 200 a 800 euro a carico dei condòmini che violano il regolamento condominiale. Le sanzioni partono da un importo base di 200 euro e possono aumentare fino a 800 euro in caso di recidiva. Le somme così raccolte devono essere destinate alle spese ordinarie del condominio.

Questa norma, pur esistente da tempo, è ancora poco applicata nella pratica, spesso per la cautela degli amministratori di condominio che temono un incremento delle controversie legali tra vicini. Tuttavia, la sua presenza nel quadro normativo è stata confermata e aggiornata nel corso degli anni, sottolineando l’importanza del rispetto delle regole comuni per la gestione degli spazi condivisi.

L’applicazione delle multe richiede una delibera assembleare approvata dalla maggioranza dei presenti e rappresentativa almeno della metà del valore dell’edificio, come previsto dall’articolo 1136 del Codice civile. Questo passaggio assembleare è essenziale per legittimare le sanzioni e garantire un equilibrio tra i diritti dei singoli e quelli della collettività.

Cosa può comportare il mancato rispetto del regolamento condominiale

Le infrazioni più comuni che possono essere sanzionate riguardano comportamenti che disturbano la quiete o danneggiano le parti comuni, quali:

  • errato conferimento dei rifiuti negli appositi cassonetti;
  • occupazione indebita o impropria degli spazi comuni, come parcheggi condominiali;
  • rumori molesti e odori sgradevoli;
  • comportamenti contrari al decoro architettonico, come l’esposizione di panni bagnati in posizioni vietate.

In particolare, il tema della biancheria stesa al balcone è tra quelli più controversi. Sebbene la legge stabilisca un principio generale di tolleranza tra vicini, l’articolo 844 del Codice civile precisa che le immissioni di rumori, fumi, calore o gocciolamenti devono rimanere entro la soglia della normale tollerabilità. Oltre questo limite, si configurano potenziali violazioni che possono essere oggetto di contestazione e sanzioni.

Molti regolamenti condominiali vietano lo stenditoio di panni gocciolanti sui balconi esterni visibili dalla strada, per tutelare l’estetica dello stabile. Al contrario, spesso è consentito stendere la biancheria nei cortili interni o in apposite aree comuni dedicate all’asciugatura. È fondamentale, quindi, consultare il proprio regolamento condominiale e, se necessario, i regolamenti comunali che possono imporre ulteriori restrizioni, come divieti di stendere i panni verso la pubblica via o limiti di orario.

L’amministratore di condominio,

L’iter per l’irrogazione e il contenzioso sulle multe condominiali (www.napoliurbanblog.it)

L’amministratore di condominio, se previsto dal regolamento, può avere il potere di applicare direttamente le sanzioni pecuniarie, anche se la legittimità di questo potere può variare in base alle disposizioni statutarie del condominio stesso. Se il condomino sanzionato non paga la multa, l’amministratore può agire per vie giudiziarie per il recupero delle somme, seguendo le procedure ordinarie previste dal Codice civile.

La delibera assembleare che dispone l’applicazione della multa può essere impugnata entro trenta giorni dall’atto, secondo quanto stabilito dall’articolo 1137 del Codice civile, da parte di chi ha votato contro, si è astenuto o era assente durante la votazione. Questo meccanismo garantisce un equilibrio tra il potere sanzionatorio e la tutela dei diritti del singolo condòmino.

Oltre alle sanzioni pecuniarie, qualora il comportamento del condomino arrechi danni concreti o superi la normale tollerabilità, è possibile chiedere un risarcimento danni o, nei casi più gravi, sporgere denuncia per reati come il getto pericoloso di cose (articolo 674 del Codice penale), che può comportare ammende o addirittura arresti.

La rilevanza del rispetto delle regole e il ruolo dell’assemblea

L’efficacia delle sanzioni condominiali dipende in larga misura dalla capacità dell’assemblea dei condòmini di decidere in modo condiviso e responsabile sull’applicazione delle regole. La riforma del condominio del 2012 ha mantenuto l’articolo 70, sottolineando l’importanza di questo strumento come mezzo di autotutela per la gestione efficace e civile degli spazi condivisi.

In definitiva, la convivenza in condominio richiede un equilibrio delicato tra i diritti individuali e quelli collettivi, e le multe previste dall’articolo 70 rappresentano un mezzo per garantire che questo equilibrio sia rispettato, preservando il decoro, la sicurezza e la tranquillità degli ambienti comuni.

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