Economia

IMU sulla seconda casa, basta una sola bolletta: arriva l’esenzione facile

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L'IMU sulla seconda casa si paga? - Napoliurbanblog.it

La recente sentenza della Corte Costituzionale semplifica l’accesso all’esenzione IMU per la seconda casa: ecco chi può beneficiarne e quali documenti servono.

La gestione dell’IMU sulla seconda casa continua a essere al centro di importanti novità giuridiche e fiscali, grazie principalmente a una pronuncia della Corte Costituzionale che ha chiarito i criteri per l’esenzione dall’imposta. Questo chiarimento ha un impatto significativo per molte famiglie, in particolare per quelle in cui i coniugi risultano residenti in abitazioni separate. Vediamo come funziona oggi il meccanismo per ottenere l’esenzione o il rimborso dell’IMU sulla seconda casa e quali sono i documenti necessari per dimostrare il diritto a tali benefici.

La sentenza della Corte Costituzionale e l’esenzione IMU per la seconda casa

L’IMU (Imposta Municipale Propria), introdotta nel 2012, rappresenta un’imposta patrimoniale che grava sui proprietari di immobili, terreni agricoli e aree edificabili. Le aliquote sono determinate dai singoli comuni, conferendo così una certa variabilità nel calcolo del tributo. Generalmente, è prevista l’esenzione per l’abitazione principale, salvo eccezioni per immobili classificati in categorie catastali di lusso (A/1, A/2 e A/9). Tuttavia, per la seconda casa, il versamento dell’imposta è la regola, anche se esistono casi specifici in cui si può richiedere l’esenzione.

Con la sentenza n. 209 del 13 ottobre 2022, la Corte Costituzionale ha modificato radicalmente l’interpretazione delle regole sull’esenzione IMU per la seconda casa. Il caso esaminato riguardava coppie sposate o unite civilmente che abitano in immobili diversi: la norma del 2011 limitava l’esenzione a un solo immobile – quello dove risiedeva il proprietario con il nucleo familiare – imponendo il pagamento dell’IMU sulla seconda abitazione. La Corte ha dichiarato questa restrizione incostituzionale, consentendo l’esenzione per entrambi gli immobili, a condizione che vi sia effettivamente la residenza e la dimora abituale di uno dei coniugi in ciascuna casa. Non basta più la residenza anagrafica, ma serve dimostrare la reale presenza e utilizzo abitativo.

La sentenza ha effetto retroattivo: chi ha pagato l’IMU sulla seconda casa in base alla vecchia normativa può richiedere il rimborso per gli ultimi cinque anni dal versamento effettuato.

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Novità 2026 per l’IMU – Napoliurbanblog.it

Una delle difficoltà più frequenti per i contribuenti riguarda la prova della reale residenza e dimora nella seconda casa. Oltre alla semplice certificazione di residenza anagrafica, è necessario fornire documentazioni che attestino la presenza effettiva del nucleo familiare nell’immobile. Tra i documenti più rilevanti ci sono:

  • La scelta del medico di base, che attesti la presenza sanitaria nel luogo;
  • Le bollette delle utenze domestiche (acqua, elettricità, gas) che evidenzino i consumi durante l’anno, dimostrando che l’immobile è abitato e non rimane disabitato;
  • Altri elementi che possano provare la dimora abituale, come iscrizioni scolastiche o certificazioni di presenza.

Una volta consegnata la documentazione, il comune di riferimento procede a verificare la situazione tramite le banche dati relative ai consumi idrici ed energetici, fondamentali per confermare la presenza effettiva.

Oltre all’esenzione per residenza abituale di coniugi separati, esistono altre condizioni che possono portare a una riduzione o all’esonero dal pagamento dell’IMU. Tra queste:

  • Immobili inagibili o inabitabili: se un immobile è dichiarato inagibile o inabitabile, e non viene utilizzato, il proprietario può richiedere la riduzione dell’imposta. La condizione deve essere accertata tramite una perizia tecnica, redatta dall’ufficio tecnico comunale o da un professionista abilitato, oppure tramite una dichiarazione sostitutiva corredata da documentazione tecnica. In questi casi, l’IMU può essere dimezzata o non dovuta per il periodo di inagibilità;
  • Abitazione principale utilizzata in modo non convenzionale: la definizione di abitazione principale è stata ampliata dopo la sentenza della Corte, includendo anche situazioni in cui i coniugi risiedano in comuni diversi per motivi di lavoro o altre esigenze, potendo quindi beneficiare della doppia esenzione.

In ogni caso, per accedere a queste agevolazioni è fondamentale presentare una documentazione completa e coerente con le condizioni dichiarate.

L’IMU è dovuta da tutti i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale, salvo categorie catastali di lusso. Sono soggetti obbligati al pagamento anche coloro che detengono un diritto reale sull’immobile, come usufrutto, uso, abitazione o enfiteusi. Inoltre, situazioni particolari come la concessione di abitazioni di lusso in seguito a separazioni o divorzi, o la locazione finanziaria, possono generare l’obbligo di versamento.

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