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Nando, vittima innocente di Camorra dimenticato da Napoli

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Giovedì 29 Novembre un giorno di pioggia battente su Napoli. Nulla di eccezionale se non fosse che questa giornata grigia e triste, sia stata segnata da un’altra vittima del racket ad opera della criminalità locale.

Nella Municipalità Stella San Carlo l’Arena viveva Joseph Sumith Fernando, 33 anni originario dello Sri Lanka che si toglie la vita per salvare quella della sua famiglia.

Una vita umile la sua, diciassette anni fa è arrivato a Napoli come collaboratore domestico e col suo lavoro è riuscito a mettere da parte un pò di denaro che gli ha permesso di aprire una macelleria in Via Cristallini.

La realizzazione di un sogno per il giovane Joseph il quale dopo questa attività, decide di aprire un esercizio commerciale in Via Salvator Rosa e due internet point alla Sanità. Da qui iniziano i problemi. Il Sistema camorristico, non permette a nessuno di farla franca e non pagare il pizzo. Lo pagano i napoletani figurati se non lo fanno pagare agli stranieri.

Arrivano le prime richieste, due addirittura contemporaneamente. La prima del clan del Cavone la seconda, da quello della Sanità.Sembra di rivivere una scena tratta dal film “Così Parlò Bellavista” in cui un commerciante di Via Duomo, era costretto a pagare il pizzo perché il suo esercizio, confinava tra due aree di competenza di clan differenti.

Joseph,nonostante le minacce fisiche e verbali è andato avanti nella sua battaglia in cerca di giustizia, filmando col suo cellulare le richieste dei suoi estorsori denunciando il tutto al commissariato Dante. L’inchiesta affidata ai Pm Sergio Amato ed Enrica Parascandolo ha permesso di sgominare i due clan dediti alle estorsioni e ha portato all’arresto del boss Ciro Lepre.

Tutto “normale” in una società cosiddetta “civile”, ma non è così purtroppo, Joseph subisce nuove minacce rivolte anche contro la sua famiglia fino al giorno precedente il processo. Sentendosi in colpa per il male che sta causando alle persone che ama e solo, decide di togliersi la vita impiccandosi con un lenzuolo.

Fu premiato nel corso della Festa della Polizia il 26 Maggio scorso, un eroe civile fu considerato dai più. Quasi a far capire che per vivere onestamente in una società come la nostra, bisogna essere degli eroi.

Oggi è tutto lontano, quel sogno si è spezzato a metà del suo viaggio. Joseph non c’è più non ha retto, ha avuto paura, si è sentito abbandonato.

I funerali all’eroe civile, si sono svolti oggi 2 dicembre non nell’ accogliente Chiesa del Gesù Nuovo (luogo cardine della prima comunità straniera a Napoli), ma in una saletta sottostante alla Chiesa di Piazza del Gesù.

Abbiamo chiesto spiegazioni in merito,il parroco era malato e il vice assente, ma un padre gesuita a telecamere spente ha dichiarato:”Il morto non proveniva dall’ospedale ed avevamo tutte le messe domenicali che non potevamo spostare”

Joseph ha lottato da solo contro il sistema camorristico. Al funerale c’era la famiglia, la comunità dello Sri Lanka,qualche napoletano che lo conosceva e il consigliere comunale Elena Coccia.

Gli altri?

Joseph non fa notizia come le altre vittime innocenti di camorra? Non permette a tanti di fare le solite passerelle politiche o non regala “visibilità” alla cosiddetta società civile anticamorra?

Oggi la stampa intera è impegnata con le primarie Pd, con la partita del Napoli e con i regali natalizi, ma la morte di Joseph come si dice nel gergo giornalistico non è “notiziabile” (a parte Rosaria Capacchione de “Il Mattino” e di altri pochi colleghi): complesso delle caratteristiche che rendono un evento di particolare interesse per i media

Non abbiamo saputo proteggere le tante vittime italiane e straniere che silenziosamente senza che ce ne accorgessimo, sono rimaste vittime di una società criminale parallela che schiaccia, calpesta, uccide chi non si mette al suo servizio.

In un articolo la giornalista Rosaria Capacchione scrive che la famiglia lascerà Napoli.

Come Napoliurbanblog lanciamo un appello a tutti gli onesti cittadini di non lasciar scappare la famiglia di Joseph e continuare a lottare insieme contro il Sistema e l’indifferenza.

I familiari di Joseph Sumith Fernando hanno dimostrato di essere più coraggiosi di noi napoletani e meritano tutto l’amore che sappiamo donare e non l’indifferenza e l’ipocrisia che gli abbiamo dimostrato.

Perdonaci se non abbiamo ascoltato le tue angosce, le tue paure. Perdonaci se non ci siamo presi cura di te quanto avremmo dovuto. Perdonaci se non abbiamo saputo proteggere il tuo sogno e la tua famiglia.
Scusaci se non abbiamo saputo neanche donarti un funerale come meritavi da Eroe Civile quale tu eri.

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