La pensione di reversibilità rappresenta un sostegno economico fondamentale per i familiari superstiti di un pensionato deceduto.
È dunque essenziale comprendere chi rischia di perdere questo diritto e quali sono le cause che possono portare alla sospensione o alla riduzione dell’assegno mensile.
La pensione di reversibilità, erogata dall’INPS, è un trattamento pensionistico destinato ai familiari superstiti in seguito alla morte del pensionato o del lavoratore assicurato. L’importo corrisposto varia in base alla pensione percepita dal deceduto e al grado di parentela con il beneficiario. Attualmente, la normativa prevede che:
- al coniuge superstite spetti il 60% dell’importo pensionistico del defunto;
- al figlio unico, se minorenne, studente o inabile, il 70%;
- a due figli l’80%;
- al coniuge con due o più figli il 100%.
In assenza di coniuge e figli, la pensione può essere riconosciuta a genitori, fratelli o sorelle e nipoti orfani, purché risultino a carico del defunto al momento della morte.
Un aspetto cruciale riguarda il rispetto di specifici limiti reddituali da parte del superstite: superate certe soglie, la pensione può essere ridotta o addirittura revocata. Per il 2026, la soglia per ottenere la reversibilità totale è fissata a 23.345,79 euro annui. Superando questo limite, l’importo viene decurtato secondo scaglioni crescenti fino a una riduzione massima del 50% per redditi superiori a 38.909,65 euro.
Cause di perdita e riduzione della pensione di reversibilità
Il diritto alla pensione di reversibilità può cessare o ridursi in diverse circostanze, spesso legate a mutamenti della condizione familiare o economica del superstite:
- Nuovo matrimonio del coniuge superstite: in questo caso, il diritto alla pensione di reversibilità decade, ma spetta un assegno una tantum pari a due annualità della quota spettante, comprensivo della tredicesima mensilità.
- Cessazione dello stato di inabilità: per i figli inabili al lavoro che beneficiano della reversibilità, la perdita di questa condizione comporta l’interruzione dell’assegno.
- Figli maggiorenni: la pensione si interrompe se i figli maggiorenni finiscono gli studi o iniziano a lavorare, o comunque superano i 26 anni di età, salvo casi di inabilità permanente.
- Limiti reddituali superati: come specificato, se il reddito del superstite supera le soglie stabilite, la pensione viene ridotta o sospesa.
- Matrimonio di fratelli o sorelle che beneficiano della pensione in assenza di coniuge e figli.
È importante evidenziare che la normativa vigente consente la cumulabilità della pensione con altri redditi del beneficiario entro limiti specifici, e che la decurtazione non può superare l’ammontare complessivo dei redditi dichiarati.

Implicazioni della situazione economica e possibili modifiche normative (www.napoliurbanblog.it)
La situazione economica attuale del Paese e le necessità di bilancio pubblico stanno spingendo il Governo italiano – guidato dalla Presidenza del Consiglio – a valutare possibili interventi di revisione sulle pensioni di reversibilità. L’obiettivo è contenere il deficit pubblico, che attualmente si attesta intorno al 7,4%, per raggiungere il limite del 3% entro il 2027, come previsto dagli accordi con l’Unione Europea.
Questa esigenza potrebbe tradursi in una revisione delle soglie reddituali o delle percentuali di reversibilità, con potenziali effetti negativi per i superstiti. Pertanto, è consigliabile che i beneficiari monitorino attentamente la propria situazione reddituale e siano informati sulle eventuali novità normative.
Come richiedere e gestire la pensione di reversibilità
La domanda per la pensione di reversibilità deve essere presentata online all’INPS tramite il portale istituzionale o attraverso i patronati e intermediari abilitati. È possibile anche contattare il Contact Center INPS per assistenza.
L’erogazione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato o lavoratore assicurato, indipendentemente dalla data di presentazione della domanda. I tempi di lavorazione sono generalmente di 30 giorni, salvo casi particolari.
L’importo spettante viene calcolato applicando le aliquote previste dalla normativa vigente alla pensione percepita dal defunto, con le eventuali riduzioni dovute ai limiti reddituali del beneficiario.
Le pensioni ai superstiti possono riguardare coniuge, figli, genitori e fratelli o sorelle inabili, con percentuali variabili in base alla composizione del nucleo familiare.








