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Vulcano sputa oro dalle viscere: scienziati senza parole, scoperta incredibile

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Vulcano incredibile - Napoliurbanblog.it

La scoperta di metalli preziosi nel cratere riaccende il dibattito scientifico: esperti analizzano le implicazioni geologiche e ambientali del fenomeno senza precedenti.

Una nuova frontiera della geologia terrestre si delinea grazie a uno studio che ha rivelato come il nucleo della Terra, ricco di metalli preziosi come oro e platino, stia lentamente rilasciando questi elementi verso la superficie attraverso l’attività vulcanica. Questa scoperta, sostenuta da analisi avanzate delle rocce basaltiche delle Hawaii, rappresenta un passo cruciale nella comprensione delle dinamiche interne del nostro pianeta.

Il nucleo terrestre come fonte di metalli preziosi

Negli ultimi decenni, la teoria secondo cui il nucleo terrestre potrebbe “perdere” materiale, influenzando la composizione del mantello e della crosta, è stata oggetto di dibattito tra i geologi. Ora, uno studio condotto dall’Università di Göttingen ha fornito la prima evidenza robusta di questo fenomeno. Analizzando campioni di rocce vulcaniche provenienti dalle Hawaii, i ricercatori hanno identificato isotopi specifici di rutenio, un metallo raro appartenente al gruppo del platino, la cui origine è riconducibile al nucleo terrestre.

Il dottor Nils Messling, geochimico responsabile dello studio pubblicato nel 2023 su Nature, ha spiegato che i dati indicano chiaramente un trasferimento di metalli dal nucleo al mantello. Questo processo, benché estremamente lento e graduale, potrebbe rappresentare un flusso continuo di elementi preziosi verso la superficie, veicolati dai plumi mantellari che alimentano i vulcani delle Hawaii.

La formazione del nucleo terrestre risale a circa 4,5 miliardi di anni fa, quando impatti meteoritici di dimensioni colossali causarono la segregazione dei metalli pesanti verso il centro del pianeta. Oggi si stima che oltre il 99,95% dell’oro terrestre risieda proprio nel nucleo, assieme a una concentrazione significativa di platino e altri elementi pesanti.

vulcano sputa oro

Vulcano che sputa oro -Napoliurbanblog.it

La nuova ricerca suggerisce che una minima parte di questi metalli possa migrare lentamente dal nucleo al mantello, per poi raggiungere la crosta tramite attività vulcanica. Il processo richiede tempi geologici estremamente lunghi, stimati fra 500 milioni e un miliardo di anni, ma apre prospettive inedite sulla dinamicità interna del nostro pianeta.

Questa scoperta ha importanti ripercussioni sia per la scienza della Terra sia per il settore minerario. Sebbene la quantità di oro e platino “rilasciata” dal nucleo sia oggi troppo esigua per un’estrazione commerciale, l’identificazione di un flusso costante di metalli preziosi potrebbe rivedere le ipotesi sulle riserve terrestri di questi elementi.

Esperti internazionali hanno accolto con entusiasmo le evidenze presentate. Helen Williams, docente di geochimica all’Università di Cambridge, ha sottolineato come lo studio confermi la presenza di materiale proveniente dal nucleo nei plumi mantellari responsabili della formazione dei vulcani. Jesse Reimink, professore associato alla Pennsylvania State University, ha rimarcato l’importanza di questa conferma, pur sottolineando le difficoltà legate all’interazione tra nucleo e mantello, dovuta alle loro proprietà fisiche molto diverse.

Il dottor Messling ha inoltre ricordato che la densità differente tra i due strati è paragonabile a quella fra olio e acqua, rendendo il trasferimento di materiale un fenomeno complesso e poco immediato. Le ricerche future saranno fondamentali per approfondire i meccanismi di questa interazione e per esplorare ulteriori segreti custoditi nel profondo della Terra.

L’interesse per queste scoperte è alimentato anche dalla crescente domanda globale di metalli preziosi, indispensabili per numerose applicazioni tecnologiche e industriali. Seppur a lungo termine, la possibilità che il nucleo contribuisca al rinnovamento delle risorse minerarie terrestri rappresenta uno stimolo per nuove indagini e potenziali innovazioni nel campo dell’estrazione e della gestione sostenibile delle risorse naturali.

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